SONO 2.282 gli studenti disabili della provincia di Latina e per loro, quest'anno, la stagione è cominciata in anticipo. Dall'assessorato alle politiche sociali dell'amministrazioneregionale, in collaborazione con il settoreistruzione e diritto allostudio, èinfattiin arrivo a loro beneficio un finanziamento di oltre 370mila euro mirato all'integrazione scolasticaeformativa.Nello specifico,si tratta di un progetto studiato per sostenere la promozione di iniziative e progetti sperimentali volti in primo luogo alla socializzazione, l'autonomiaeall'apprendimento dei giovani con disabilità.Ilprovvedimento, che dà seguito all'accordo diprogrammaregionale del 7 settembre dello scorso anno promosso dall'assessoratoall'istruzione, prevede un potenziamento degli interventi grazie all'accorpamentodelle risorse messe in campo dai due uffici regionali,per un fondo totale di 3,7 milioni di euro, ripartiti tra le cinqueprovince del Lazio in funzione del numero di studenti disabili residenti. I settori privilegiati di interventosarannodiversi, ma tutti ugualmente indispensabili per la piena riuscita del programma didattico. Si partirà con il sostegno mediante l'impiego di figure professionali come l'assistente educativo culturale (Aec), per poi integrare l'offerta negli istituti con la fornitura di sussidi e ausili come i testi in braille ritenutinecessarinel piano educativoindividualizzato, oltreall'istituzione di ausilioteche (particolari servizi offerti in convenzione con la Asl) presso gli istituti scolastici capofila. Le istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, inoltre, in maniera singola o mediante la partecipazione di enti locali ed associazioni no profìt, potranno presentare progetti, anche sperimentali, di sostegno per i ragazzi disabili. Una commissione di valutazione stilerà una graduatoria dei progetti che dovranno essere valutati entro il 30 ottobre prossimo. Nel progetto, è inoltre prevista l'attivazione di centri territoriali sia all'interno che all'esterno delle scuole per la realizzazione di attività di laboratorio occupazionale, musicale, teatrale, artistico e di comunicazione con tutor qualificati. «E' un grande risultato -ha fatto sapere l'assessore alle politiche sociali Anna Salome Coppotelli - che prevede un impegno di risorse notevoli da parte del mio assessorato che ha stanziato 2 milioni e 700mila euro per migliorare e potenziare i servizi per l'integrazione scolastica degli studenti con disabilità che nel Lazio sono oltre 20mila».
Il Partito Democratico di Minturno prende posizione sul "non corretto smaltimento dei rifiuti solidi urbani che per noi è un problema culturale prima che giudiziario". Un'intervista esclusiva con il segretario cittadino l'ingegnere Roberto Rotasso e il portavoce l'avvocato Roberto Lepone. Gli esponenti del Pd osservano: "Il sequestro delle discariche da parte della Guardia di Finanza avvenuto ai primi del corrente mese ha avuto come effetto immediato la disdetta di alcune abitazioni locate per il mese di agosto. Le modalità con le quali viene effettuato lo smaltimento dei rifiuti sul territorio sono spesso oggetto di denunce, di proteste dei cittadini per lo stato dei luoghi, per il costo esagerato della tariffa a fronte di un servizio non correttamente effettuato, vedi ritiro dei materiali dai cassonetti per il riciclo della carta e del vetro con alcuni cassonetti lasciati negligentemente o volutamente aperti, forse per impedire la stessa raccolta differenziata? Tecnica questa già usata, in altre zone d'Italia con il fine di dimostrare l'inutilità della raccolta differenziata in quanto i cittadini ponevano tutti i rifiuti negli stessi cassonetti". Quindi annotano: "Certamente non è addebitabile all'amministrazione comunale l'inciviltà di quei cittadini che abbandonano materassi, canne fumarie e lamiere di eternit, materiale edile e quant'altro sia sui bordi delle strade meno frequentate sia su strade prossime ai luoghi abitati o addirittura interne agli stessi. Va inoltre rilevato che il problema della discarica diffusa, altro che albergo diffuso, è un problema anche per i comuni vicini, vedi nel territorio del comune di Castelforte, vedi la variante Appia in prossimità dell'ipermercato Panorama, vedi Via delle Vignole collegante Gaeta a Itri, vedi la stradina adiacente al Torrente Ausentello". Ma Rotasso e Lepone subito dopo precisano: "Va però evidenziato che al comportamento censurabile di alcuni cittadini si coniuga uno scarso controllo del territorio da parte di chi è a ciò preposto. Spesso sui cumuli abbandonati, presumibilmente materiali da costruzione, ai lati delle stradine secondarie è presente robusta gramigna a testimonianza del tempo non breve della loro presenza sul luogo. Nei predetti comuni dobbiamo però osservare che vi è una maggiore attenzione al problema; in particolare a Formia sono state realizzate delle isole ecologiche, a Irti e Castelforte la raccolta differenziata sta dando ottimi risultati, a Gaeta da qualche mese sono stati distribuiti ai cittadini i kit per la raccolta differenziata, cassonetto per l'umido, opuscolo - guida alla raccolta differenziata, buste biodegradabili per l'umido, buste gialle per la carta, buste blu per la plastica etc. Interessante l'iniziativa promossa a Spigno Saturnia dal Parco Regionale degli Aurunci che ha distribuito il necessario, ai cittadini di detto comune che ne hanno fatto richiesta, per realizzare il "compost" e riutilizzare l'umido prodotto come concime nei giardini degli stessi. I rifiuti organici possono diventare del concime per i nostri giardini, il miglior concime naturale e soprattutto a costo zero! Questa tecnica, non attuabile nei centri urbani, è semplice e sarebbe utilissima, nel nostro territorio, in gran parte delle frazioni quali Santa Maria Infante, Pulcherini, Tufo etc. ove la presenza di orti e giardini più o meno grandi è molto diffusa. Si pone inoltre in evidenza un dato: il 40% del peso ed il 60% del volume dei rifiuti urbani è costituito da imballaggi; trattenere, separare, riutilizzare vorrebbe dire una riduzione drastica della quantità dei materiali da mandare in discarica o nei termovalorizzatori". Conseguenze per questi provvedimenti? Replicano prontamente gli esponenti del Pd: "Benefici per l'ambiente, benefici per le tasche dei cittadini, meno guadagni per chi lucra sulla produzione di grandi quantità di rifiuti (ecco dove risiede l'altro aspetto che, insieme alla scarsa sensibilità culturale al trattamento dei rifiuti mediante raccolta differenziata adattata al territorio, rende con il tempo il problema dei rifiuti drammatico per la stragrande maggioranza dei cittadini e remunerativo per pochi). Non serve negare l'evidenza, costume molto diffuso dalle nostre parti; se un cardiopatico nega di esserlo e non prende provvedimenti per curare la sua malattia andrà incontro a un evento grave per il suo organismo, forse anche la morte; noi non vogliamo la morte del nostro territorio. Non vogliamo più sentir dire, per i rifiuti solidi urbani come per la corruzione, le infiltrazioni della malavita organizzata sul territorio o il degrado urbanistico che si tratta di problemi creati ad arte, che è diffamazione a mezzo stampa e che tali problemi non esistono. E' per ora difficile capire il danno economico sul nostro territorio singolarmente creato da alcune delle problematiche citate, comunque tutte hanno avuto e hanno un impatto negativo sul nostro sviluppo, sul valore dei nostri beni, sulle prospettive di lavoro dei giovani, sul nostro portafoglio". L'analisi di Roberto Lepone e di Roberto Rotasso è a tutto campo e affronta ogni aspetto del problema: "Il tutto ci rende anche meno liberi come cittadini. In altre regioni che da alcuni decenni convivono con lo stesso problema sono state riscontrate riduzioni nella vendita di frutta e ortaggi nell'ordine del 35%, di olio e vino del 25%, di presenze turistiche del 30%, negli esercizi commerciali quali bar, negozi, ristoranti del 40%. Questi dati fanno da soli capire che se la "Mondezza" è un affare miliardario per alcuni è un disastro per la gran parte dei cittadini, un disastro anche più grave delle esose tariffe pagate per un servizio mal gestito. Il problema non è termovalorizzatore si o no, discarica si o no, serve un po' di tutto, in primo luogo una raccolta differenziata spinta, che è premessa seria per qualsiasi altro trattamento. Lo smaltimento dei rifiuti è una questione di estrema serietà e non può essere liquidata come una velleità da ambientalisti: si tratta di un problema di natura culturale, di civiltà". Quindi espongono le loro proposte: "E' al riguardo importante soprattutto la formazione oltre che l'informazione del cittadino e delle giovani generazioni. Di questo aspetto ne ha parlato con calore e competenza il senatore Roberto Della Seta, capogruppo del Pd nella commissione parlamentare sull'ambiente, durante la recente festa del Pd di Minturno tenutasi nei primi giorni dello scorso mese di luglio. Non serve arrivare ad avere le strade che traboccano di "monnezza" e un fetore da girone infernale per farsi un'idea del problema. Non serve arrivare a fare lo slalom tra i sacchetti pieni di robaccia imputridita e dannosa per comprendere quello che deve farsi. In un comune della costa tirrenica non molto lontano da noi i distributori di sacchetti per raccogliere le feci dei cani (dog - toilet) sono stati scambiati per cestini per i rifiuti, ciò dimostra la scarsa informazione e la poca formazione. E' appena il caso di notare che tale accessorio, diffuso da circa venti anni in altri stati, sarebbe molto utile anche sul bellissimo lungomare di Scauri per raccogliere gli escrementi dei cani. E' sufficiente un po' di lungimiranza, meno pigrizia mentale e una grande dose di buon senso. Si auspica quindi un diverso approccio al problema da parte dell'amministrazione". I due esponenti del Pd concludono la loro lunga e articolata intervista osservando: "Ciò, insieme all'inquinamento del mare, del quale ci riserviamo di parlarne nel dettaglio in un'altra intervista, sta mettendo in ginocchio i nostri operatori turistici, nonostante il raro concentrato di bellezze naturalistiche, offerte dal nostro comune, sia archeologiche che paesaggistiche, nonostante sia presente uno dei lungomare più apprezzati del litorale pontino, nonostante sia stato effettuato, grazie a un importante finanziamento della CEE e della Regione Lazio, un significativo intervento di ripascimento morbido del litorale e un ulteriore intervento programmato, finanziato sempre dalla stessa Regione Lazio, inerente la realizzazione del pennello sulla riva destra del Garigliano. Possibile che nessuno dei nostri amministratori ha mai sentito l'accusa di qualche ospite il quale, osservando il degrado urbanistico del territorio, ha affermato "avete distrutto una parte della vostra ricchezza" oppure "la vostra zona è di incredibile bellezza, ma non ci ritorneremo sicuramente a causa dell'incuria imperante sul territorio"? Domande che meritano delle risposte.
Quando si amministra un bene proprio, altrui o collettivo, il principio informatore della buona e saggia amministrazione dovrebbe essere il medesimo: contenimento della spesa e ritorno dell'investimento in termini di servizi. Possiamo dire, come cittadini, che a Minturno i nostri soldi vengono amministrati con questi criteri? La risposta, per molti di noi è, certamente no! Se puntiamo la lente d'ingrandimento su alcune voci del bilancio comunale ci accorgiamo che la nave difetta di un timoniere e nella “spesa” non segue una rotta chiara, predefinita. Cominciamo dalla sanità.
L’ospedale di Minturno che è ormai da tempo in dismissione ci chiediamo: per quanti anni resteranno “in corso” i lavori di consolidamento dello storico nosocomio, quanto è costata fin ora la ristrutturazione e, quale ne sarà il futuro?
Noi avanziamo una proposta non nuova, perché è una soluzione già attuata con successo sia in altri Paesi d'Europa sia in altre regioni d'Italia: “l’Ospedale di Comunità”, detto anche Presidio Territoriale di Prossimità. Questo tipo di ospedale è una struttura in grado di assistere in regime residenziale e semi residenziale una parte dei pazienti che di solito utilizza la tradizionale degenza ospedaliera.
Fondamentale nella gestione di un servizio di questo genere sarà la collaborazione dei Medici di Medicina Generale o medici di base che vedrebbero la loro già pregevole attività ulteriormente qualificata con la possibilità di seguire in prima persona i propri assistiti anche durante il periodo di ricovero in detta struttura.
In tale struttura ospedaliera saranno utilizzate consulenze geriatriche e riabilitative più complete, mirate e costanti. Essa sarà filtro per ricoveri ospedalieri impropri, per la razionalizzazione delle risorse e il contenimento della spesa socio sanitaria, per la continuità assistenziale e per il miglioramento del livello di autosufficienza del paziente, di solito di età avanzata o affetto da patologie importanti. Nell’”Ospedale di Comunità” saranno effettuate analisi di laboratorio ed approfondimenti strumentali specialistici mirati con conseguente abbattimento della spesa.
L’alto costo che caratterizza l’intero quadro delle prestazioni ospedaliere, in relazione soprattutto alle patologie cronico-degenerative, impone una sempre più attenta e mirata riflessione rispetto alla possibilità di attuare modelli assistenziali alternativi al ricovero ospedaliero, in grado di modificare in senso migliorativo il rapporto costo-beneficio uniformandosi all’attuale livello qualitativo dei reparti ospedalieri di eccellenza esistenti in zona, integrandosi con essi e fungendo altresì da stimolo per quei settori ospedalieri che attraversano un momento di difficoltà.
Dalla trasformazione del Presidio Ospedaliero di Minturno in Ospedale di Comunità o Presidio Territoriale di Prossimità hanno da guadagnarci tutti:
- gli utenti grazie ai vantaggi derivanti dal miglioramento oltre che della qualità dell’assistenza sanitaria;
- i Medici di Medicina Generale, che vedrebbero esaltato il loro ruolo quali professionisti responsabili dell’assistenza dello stadio curativo, riabilitativo e convalescenziale dei propri assistiti;
- la spesa sanitaria che vede il costo di un posto letto giornaliero pari a circa il 35% di un analogo posto letto in un ospedale per acuti; in ultimo,
- il mantenimento, seppure in un quadro di razionalizzazione dei servizi e di contenimento della spesa, delle specialità indispensabili per la gestione dell’utenza in stato di ricovero e dell’utenza del territorio con un sicuro incremento delle entrate economiche e con un soddisfacimento dei bisogni della stessa che attualmente vede spesso aumentati i suoi disagi o è costretta a rivolgersi a centri convenzionati.