Le notizie apparse sulla stampa in questi giorni ncessitano di alcuni chiarimenti.
L'azione politica delle forze di opposizione, in seno al Consiglio Comunale di Minturno, non si fonda sulle denunce.
Il partito democratico, si è sempre distinto per la concretezza delle proposte presentate e per la disponibilità ad affrontare i grandi temi che interessano la collettività, a cominciare dalla valorizzazione dall'Area Sieci alla portualità, alle questioni attinenti la sanità, l'edilizia, la tutela del territorio e l'occupazione. Ciò che invece va registrato è la totale chiusura al dialogo da parte dell'attuale Giunta nonché il mancato funzionamento delle commissioni consiliari, in primis la commissione trasparenza dalla quale il capogruppo del PD si è dimesso per inattività della stessa.
Ciò detto è innegabile che il clima politico che si vive in questo Comune da alcuni anni è molto teso, soprattutto da quando un'opposizione è tornata ad essere più presente ed organizzata in Consiglio Comunale e a dare voce all'indignazione dei cittadini vessati da forme di tassazione dirette ed indirette per far fronte ai “debiti fuori bilancio” divenuti oramai una prassi consolidata.
Ed è su questi aspetti in particolar modo, che il PD marca stretto, l'attuale giunta.
Per quanto attiene invece alle notizie relative alle indagini che la Procura Antimafia sta svolgendo su alcuni componenti del Consiglio Comunale di Minturno, il PD non intende lasciarsi trascinare in una polemica sterile e di basso profilo, pur dichiarandosi fortemente preoccupato per i fatti riportati.
Questo per un duplice ordine di motivi:
- il primo che attiene alla tradizione della propria cultura politica che ha sancito nella carta costituzionale la presunzione di non colpevolezza, principio cardine del nostro ordinamento giuridico, in base al quale l'imputato non è colpevole dei reati a lui ascritti fino al momento in cui non viene emessa una sentenza di condanna definitiva;
- il secondo, che riguarda invece il rispetto di un'architettura istituzionale fondata sulla divisione dei poteri in cui la politica gioca il proprio ruolo edificatore di un modello sociale e la magistratura di garante del rispetto delle norme che ne sono alla base.
Vi è poi, però, un discorso di opportunità puramente e squisitamente politica rispetto al quale il PD di Minturno, non può che marcare con forza una decisa presa di posizione rispetto alla necessità che il Consigliere del Balzo rassegni le proprie dimissioni.
Tale richiesta, poggia sulle seguenti considerazioni:
1) il consigliere del Balzo, nella sua fuzione di Presidente del Consiglio Comunale è una figura chiave, di sintesi e di raccordo tra maggioranza ed opposizione e quindi sarebbe un atto dovuto e dettato da sensibilità istituzionale;
2) tale atto dimostrerebbe piena fiducia nella Magistratura e contribuirebbe a restituire serenità al clima politico Minturnese che necessita, per il bene di tutti i cittadini, della ripresa di un dialogo costruttivo tra maggioranza ed opposizione;
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