sabato 16 agosto 2008

QUALE FUTURO PER L’OSPEDALE DI MINTURNO?

Quando si amministra un bene proprio, altrui o collettivo, il principio informatore della buona e saggia amministrazione dovrebbe essere il medesimo: contenimento della spesa e ritorno dell'investimento in termini di servizi.
Possiamo dire, come cittadini, che a Minturno i nostri soldi vengono amministrati con questi criteri?
La risposta, per molti di noi è, certamente no!
Se puntiamo la lente d'ingrandimento su alcune voci del bilancio comunale ci accorgiamo che la nave difetta di un timoniere e nella “spesa” non segue una rotta chiara, predefinita.
Cominciamo dalla sanità.

L’ospedale di Minturno che è ormai da tempo in dismissione ci chiediamo: per quanti anni resteranno “in corso” i lavori di consolidamento dello storico nosocomio, quanto è costata fin ora la ristrutturazione e, quale ne sarà il futuro?

Noi avanziamo una proposta non nuova, perché è una soluzione già attuata con successo sia in altri Paesi d'Europa sia in altre regioni d'Italia: “l’Ospedale di Comunità”, detto anche Presidio Territoriale di Prossimità.
Questo tipo di ospedale è una struttura in grado di assistere in regime residenziale e semi residenziale una parte dei pazienti che di solito utilizza la tradizionale degenza ospedaliera.

Fondamentale nella gestione di un servizio di questo genere sarà la collaborazione dei Medici di Medicina Generale o medici di base che vedrebbero la loro già pregevole attività ulteriormente qualificata con la possibilità di seguire in prima persona i propri assistiti anche durante il periodo di ricovero in detta struttura.

In tale struttura ospedaliera saranno utilizzate consulenze geriatriche e riabilitative più complete, mirate e costanti. Essa sarà filtro per ricoveri ospedalieri impropri, per la razionalizzazione delle risorse e il contenimento della spesa socio sanitaria, per la continuità assistenziale e per il miglioramento del livello di autosufficienza del paziente, di solito di età avanzata o affetto da patologie importanti.
Nell’”Ospedale di Comunità” saranno effettuate analisi di laboratorio ed approfondimenti strumentali specialistici mirati con conseguente abbattimento della spesa.

L’alto costo che caratterizza l’intero quadro delle prestazioni ospedaliere, in relazione soprattutto alle patologie cronico-degenerative, impone una sempre più attenta e mirata riflessione rispetto alla possibilità di attuare modelli assistenziali alternativi al ricovero ospedaliero, in grado di modificare in senso migliorativo il rapporto costo-beneficio uniformandosi all’attuale livello qualitativo dei reparti ospedalieri di eccellenza esistenti in zona, integrandosi con essi e fungendo altresì da stimolo
per quei settori ospedalieri che attraversano un momento di difficoltà.

Dalla trasformazione del Presidio Ospedaliero di Minturno in Ospedale di Comunità o Presidio Territoriale di Prossimità hanno da guadagnarci tutti:

- gli utenti grazie ai vantaggi derivanti dal miglioramento oltre che della qualità dell’assistenza sanitaria;

- i Medici di Medicina Generale, che vedrebbero esaltato il loro ruolo quali professionisti responsabili dell’assistenza dello stadio curativo, riabilitativo e convalescenziale dei propri assistiti;

- la spesa sanitaria che vede il costo di un posto letto giornaliero pari a circa il 35% di un analogo posto letto in un ospedale per acuti; in ultimo,

- il mantenimento, seppure in un quadro di razionalizzazione dei servizi e di contenimento della spesa, delle specialità indispensabili per la gestione dell’utenza in stato di ricovero e dell’utenza del territorio con un sicuro incremento delle entrate economiche e con un soddisfacimento dei bisogni della stessa che attualmente vede spesso aumentati i suoi disagi o è costretta a rivolgersi a centri convenzionati.

Il Portavoce
Roberto Lepone

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