Stamattina in sede di Consiglio Comunale è stato approvato (dopo averne preso visione in commissione consiliare Commercio e attività produttive, quale settimana fa) il piano comunale relativo alle attività commerciali di medie e/o grandi superfici di vendita al dettaglio, cioè quelle attività che occupano una superficie di vendita superiore ai 250 metri quadrati (nel nostro comune ne risultano attive ad oggi 6 (sei)). Bisogna tener conto che questo tipo di attività sono regolamentate, innazitutto, da una disciplina regionale (Legge n.33 del 1999). Ebbene, la suddetta norma demanda alle amministrazioni provinciali il compito di stabilire quanti debbano essere i metri quadri da destinare al tipo di attività in questione su tutto il territorio provinciale senza, però, definire come tali metri quadri debbano, o possano, essere "spalmati" sui vari comuni. In sostanza, chi ha costruito un centro commerciale, tenendo ovviamente conto delle autorizzazioni di carattere edilizio e delle caratteristiche urbanistiche del comune di riferimento, fino ad oggi, rientrava nei parametri definiti a suo tempo dalla provincia (di Latina, nel nostro caso). L'ultimo, in ordine cronologico ad essere costruito è stato un centro commerciale nel territorio del comune di Sermoneta e, con questa realizzazione, ad oggi, i parametri per la costruzione di questa tipologia di attività commerciali, sono giunti a saturazione, salvo "qualche metro quadro residuo", non utile ad aprire alcuna attività di medie o grandi dimensioni. Il regolamento attuativo della legge regionale n. 33/99 , all'art. n.12, prevede una deroga ai parametri fissati dalla provincia, per quei comuni che hanno approvato il regolamento di cui al punto n.1 dell'O.d.G. del consiglio comunale di Minturno di questa mattina. Deroga consistente nel fatto di aseegnare ai comuni stessi la possibilità di ampliare del 15% (quindici per cento) la superficie totale attualmente adibita ad attività di vendita al dettaglio con superfici superiori a 250 metri quadri. Per intenderci, nel caso di Minturno, si procede alla somma delle superfici delle 6 attività già esistenti, si calcola il 15%, il risultato si arrotonda per eccesso(!!!), tenedo conto che qualche metro residuo libero nel territorio provinciale pare sia rimasto, ET VOLILA'...ECCO CHE MAGICAMENTE SI RIESCE A FAR RIENTRARE IN GIOCO IL CENTRO COMMERCIALE IN LOCALITA' FONTANA PERELLI, CHE TANTO HA FATTO E FA DISCUTERE (ma questa magari è un'altra storia), che altrimenti vedrebbe interrompersi qui il suo cammino intrapreso dal progetto alla realizzazione! (Nota: oltre Minturno, anche (il Comune di) Latina ha un problema simile con un mega progetto di centro commerciale, e mi risulta che le 2 amministrazioni comunali si stiano ufficiosamente confrontando per "sbrogliare la matassa"!
Zelanti, dicevo, i nostri amministratori, non vi pare? Peccato però che l'art. 22 della legge 33/99, in particolare il comma 1 alla lettera E, preveda la "la correlazione tra l'autorizzazione amministrativa alla vendita e la concessione edilizia". La società interessata alla costruzione del centro commerciale a Fontana Perelli ha ottenuto la concessione edilizia ma, ovviamente, stante quando su detto non ha potuto ottenete quella amministrativa alla vendita. Questo regolamento, dunque, servirà alla causa?
Al di là di questo, una cosa che certamente non stupisce ormai più, ma che infastidisce certamente sempre di più è la logica che continua a governare le scelte di chi, anziché amministrare una città, amministra interessi di parte.
Altre considerazioni le lascio al lettore.
Saluti.
Maurizio Granata
Zelanti, dicevo, i nostri amministratori, non vi pare? Peccato però che l'art. 22 della legge 33/99, in particolare il comma 1 alla lettera E, preveda la "la correlazione tra l'autorizzazione amministrativa alla vendita e la concessione edilizia". La società interessata alla costruzione del centro commerciale a Fontana Perelli ha ottenuto la concessione edilizia ma, ovviamente, stante quando su detto non ha potuto ottenete quella amministrativa alla vendita. Questo regolamento, dunque, servirà alla causa?
Al di là di questo, una cosa che certamente non stupisce ormai più, ma che infastidisce certamente sempre di più è la logica che continua a governare le scelte di chi, anziché amministrare una città, amministra interessi di parte.
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