sabato 17 maggio 2008

comunicato stampa del 13 maggio 2008

In data 09-05-08 è apparso sulle colonne del quotidiano La Provincia un articolo, dal titolo “PD, guerra sulla segretaria” nel quale l'estensore, utilizzando informazioni fuorvianti poneva in dubbio la legittimità dell'elezione del Segretario paventando una spaccatura all'interno. Si tratta, evidentemente, solo dell'ennesima esternazione, assolutamente priva di qualunque fondamento, logico e politico. Sul piano logico, perché l'elezione di Roberto Rotasso alla segreteria del Partito è avvenuta a stragrande maggioranza, trattandosi di una figura di primissimo piano e di elevata caratura politica. Sul piano politico, perché il PD di Minturno non è mai stato tanto forte e coeso come in questo momento, riconoscendosi pienamente nella linea politica del proprio segretario. Riguardo poi all'inattività del partito è anch'essa frutto, solamente, della fantasia. Infatti la sede del partito è aperta tutte le sere per le riunioni delle varie commissioni, secondo il calendario affisso nella bacheca, posta all'esterno della sede, sulla via Appia. La partecipazione è aperta a tutti. Chiunque lo desideri può partecipare. Delle attività del partito viene data altresì comunicazione a tutti gli iscritti sia via e-mail che a mezzo stampa. Ciò che invece va registrata è la latitanza di qualche esponente che vorrebbe rappresentare correnti che nel P.D. non esistono, il quale, probabilmente, ambiva alla segreteria del Partito, e da mesi non partecipa più alle riunioni. Dovrebbe ricordare chi rilascia certe dichiarazioni che in qualunque tipo di istituzione a base democratica le decisioni si prendono a maggioranza e che, dopo il voto, le decisioni della maggioranza vengono rispettate anche dalle minoranze. La dittatura delle minoranze non appartiene alla cultura politica del PD. Questi comportamenti, in futuro, certamente non saranno più tollerati e, chiunque li terrà, si porrà, di fatto, fuori del P.D.. L'organigramma del partito, approvato all'unanimità dal direttivo, con ruoli e funzioni ben definite, è stato già trasmesso alla stampa. Pertanto, viene stigmatizzata con forza la pubblicazione di articoli senza che sia stata prima verificata la fondatezza e la veridicità dell'informazione che gli stessi veicolano. Così non si fa informazione, ma disinformazione, violentando e mortificando il diritto di cronaca che ogni ordinamento democratico garantisce nella libertà d'informazione, nella sua duplice veste di diritto ad informare e ad essere informati.

IL PORTAVOCE
Roberto Lepone

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